Prova di Gruppo 2 riservata ai cavalli purosangue di 3 anni ed oltre impegnati sulla distanza di 2.400 metri con dotazione di ben 506mila euro, alla vigilia del Jockey Club, tra i partenti, destavano tanta curiosità, il 9 anni britannico Constitution Hill, montato dalla stella irlandese Rossa Ryan.
Dubai Honour sulla carta appariva come il vero favorito, a questi si aggiungevano Straight, che andò a segno due edizioni anni fa proprio in questa pattern, Chestnut Rocket, reduce dalla dall’Arc de Triomphe dove però è giunto tredicesimo, e poi Silawi, Wintertraum e Zuckerhut.
L’unico italiano in gara era Alburno che veniva indicata come possibile sorpresa. Beh, alla fin fine la spuntava Stingray (Foto) che ha dominato in lungo e in largo. Dopo la prestazione maiuscola nel Premio Federico Tesio, il cavallo montato da Dario Di Tocco e di proprietà della Taxi4horses.com forniva un’altra grande prestazione seguendo dapprima il leader Global Health e poi staccando tutti negli ultimi 150 metri in piena spinta.
Un cavallo di 5 anni che ha trovato una condizione incredibile e che continua a migliorare, mentre Global Health oggi più di così non poteva fare e lo stesso per il vincitore del Derby, Venetian Prince, che riusciva a conquistare il gradino più basso del podio. A strettissimo contatto le due super star, Dubai Honour e Constitution Hill, che hanno comunque corso in maniera valida.
La seconda corsa di Gruppo era il Ribot che per la prima volta scendeva sulla pista milanese con i purosangue a confrontarsi sulla distanza breve di 1.400 metri in pista dritta anziché sui tradizionali 1.600 allungati sulla pista di Roma.
Bella vittoria di Crown Board montato da Marco Ghiani e di proprietà di Laurence Holder. Sui 1.400 metri della selettiva pista milanese è valsa la legge del più forte con l’inglese che ha fatto pesare al massimo il suo curriculum partendo secco ai 300 metri per andare poi ad involarsi conquistando un netto successo e strappando su un Kabir che ha provato con coraggio da front runner, ma che poi ha pagato il suo ardire cedendo la seconda piazza a No Retreat.






















